19-02-2019

Terza Fase: riflessioni sul futuro della Federconsumatori e del Consumerismo

Consumerismo Scritto da  Giovedì, 12 Aprile 2018 13:30

Consumerismo è una parola ambigua, come ambiguo, ancipite è il fenomeno  che cerca di simboleggiare.

Il movimento consumerista acquista progressivamente rilevanza al crescere delle  alternative  di consumo: la storia contemporanea  evidenzia  una corrispondenza biunivoca tra i due fenomeni.

Nelle società dove tali  alternative  trovano o anche sembrano trovare grande dispiegamento, di pari passo cresce d’importanza l’atto del consumo, e ,sempre di pari passo ,il peso strategico  del movimento consumerista.

Il consumerismo è quindi un portato della modernità ,e dato che la modernità ha  il suo luogo privilegiato nella Città, tale movimento ha caratteristiche fondamentalmente urbane: le grandi aree urbane sono i luoghi privilegiati per misurare la sua capacità di incidenza e di affermazione.

 La prima(Manchester) e la seconda(Detroit) marca di capitalismo, utilizzando la definizione di M.Castells ,hanno prodotto il sindacato di massa, la terza marca di capitalismo, il capitalismo informazionale, stà producendo il movimento consumerista :il consumerismo come figlio della nuova marca di capitalismo.(Sylicon Valley)

Alla base di tale marca di capitalismo stà il rivoluzionamento continuo ,o per meglio dire, la sostituzione continua ,o cosi almeno appare, dei prodotti; un dispiegamento inedito delle alternative di consumo; un riequilibrio del baricentro stesso della economia dalla produzione al consumo.

In Italia ,al di là di una prima fase pioneristica, due leggi risultano fondamentali  :la legge Bersani del 1997,legge fondativa  delle organizzazioni consumeriste; la legge244    del 2007 che fissa un spazio assolutamente strategico ,ma molto sottovalutato, per le organizzazioni dei consumatori: l’obbligo per le istituzioni territoriali ,Comuni e Regioni, di in confronto vincolante con le organizzazioni dei consumatori sui temi nevralgici dei Contratti di servizio e delle successive Carte di servizio di tutte le aziende che direttamente o indirettamente afferiscono a tali Istituzioni.

Se la politica è l’orologio e la carta geografica ,come diceva Napoleone, lo Spazio del confronto sulle Carte di servizio e sui Contratti di servizio  di tutte le aziende comunali e regionali, rappresenta per le Organizzazioni dei consumatori un terreno di intervento straordinario in tutte le aree urbane del paese: rappresenta cioè un terreno privilegiato per costruire un legame permanente con la propria comunità urbana; una occasione storica per la costruzione di una rappresentanza non puramente  denunciataria/declamatoria  ma reale degli interessi dei cittadini; un terreno ideale per affrontare ed affermare il proprio modello di consumo ,che non può ridursi ad un puro efficientamento  di tali aziende ,ma  coinvolge   loro funzione e la loro natura: Privata? Pubblica?

Tale legge, potenzialmente, apre una terza  fase : di quale idea di città, -perché di questo, nella sua essenza si tratta-, sono portatrici le Organizzazioni Consumeriste? Quale organizzazione costruire per essere alla altezza di  tale compito? La sfida è grande.

Un antico maestro soleva dire che le Organizzazioni devono essere grandi prima di diventarlo .

 

 

. Nella esperienza concreta ,sinteticamente, si danno possibili due modelli di consumerismo

Ad un estremo, un modello anglosassone di consumerismo: una rete di avvocati  che interviene sulle disfunzioni del mercato; disfunzioni che colpiscono il cittadino nei suoi vari e quotidiani ambiti di vita.

Il risarcimento-da mediare in una logica di riduzione del danno- rappresenta ad un tempo il concetto-guida e il  vero Spazio di tale modello di consumerismo.

All’altro estremo ,un  modello che  possiamo chiamare Latino: una Associazione di consumatori, con i suoi iscritti e con una sua vita democratica, che pur poggiando su ogni forma di  contenzioso sociale, si propone come  portatore di un suo modello di consumo, ,e quindi, tendenzialmente come un soggetto di democrazia economica, dato il potere che il consumatore è venuto ad acquisire in un contesto –come l’attuale- in cui le alternative di consumo sono sempre più estese.

Il modello latino necessariamente parte da una nuova semantica del consumo; i beni che entrano nel consumo quotidiano non si riducono sostanzialmente a tre tipologie: beni privati ,  i beni comuni / beni pubblici, i beni relazionali. Quest’ultima nata come familia negli anni novanta ,ad opera di pensatori come M.Nussbaum.

Familie di beni ,che nella loro relazione  e proporzione definiscono quello che possiamo chiamare Modello Sociale. Modello di consumo e modello sociale sono l’uno interfaccia dell’altro.

Quindi Privatismo o  Socialità collettiva  come bussola?

Il connotato di fondo dell’assetto  di una società è dato infatti dalla risultante  di tali processi.

Del modello latino, certamente un esempio tra i  più approssimati ,è rappresentato dalla Federconsumatori.

 

 

Oggi la presenza della Federconsumatori  copre grandissima parte delle realtà urbane del Paese. Una storia di successo.

la breve vita della Federconsumatori  può essere distinta in due fasi:

A)     Una prima fase, pionieristica, –la federconsumatori  nasce  come” una invenzione inconsapevole ”di una larga parte CGIL ,( celiando si potrebbe dire che la cosa è largamente vera anche oggi) scaturisce cioè  come esigenza sostanzialmente empirica , un servizio, ma  senza un suo fondamento teorico e culturale e quindi uno” spazio” e” funzione” definita .

Spazio e funzione in quegli anni erano entrambi coperti nella pratica corrente dalla esistenza, in Italia, del sindacato confederale e da una forte presenza pubblica(imprese ,banche  ecc),presenza pubblica vissuta anche come “garanzia” di affidabilità.

Il Consumo, come la classica  Intendenza ,era largamente pensato  come funzione subalterna della produzione e distinto secondo le due classiche categorie di consumo di lusso(superfluo) e consumo di sopravvivenza(necessario).

 Ricordo ancora le lotte contro la introduzione della televisione a colori ,interpretata come  un consumo di lusso.

Il pregiudizio produttivistico di larga parte della Sinistra,come lo chiamava  C.Napoleoni, trovava un fondamento nel Marx del Capitale ,secondo cui il luogo privilegiato della costruzione della identità sociale era rappresentato dalla Produzione,visione superata poi nel Marx dei Grundrisse,come si citerà poi.

il consumerismo era percepito per di più , come una   forma di organizzazione tipicamente americana, realtà dove appunto non esisteva un sindacato confederale, e tanto meno l’impresa pubblica)-

B) Una seconda fase, nella sostanza quella che stiamo vivendo, in cui le problematiche del consumo si stanno progressivamente affermando ,e che stanno alla base dello sviluppo del movimento consumerista, e quindi dell’ascesa anche della Federconsumatori come organizzazione nazionale.

Tali problematiche, di diverso ordine, possono ricondursi allo affermarsi di due fenomeni, anche nel nostro paese: radicali processi di privatizzazione da una parte , sviluppo crescente delle alternative di consumo, alla portata del consumatore, dall’altra.

Il primo fenomeno è rappresentato alla perfezione dalla traiettoria del sistema bancario : da un sistema prevalentemente pubblico si è approdati ad un sistema totalmente privato, per di più con un ritorno alla banca universale pre-1929,riassorbendo in tale sistema privatistico, con i recenti provvedimenti legislativi ,anche forme non riconducibili strettamente a tale logica, come le banche popolari e cooperative .

Il secondo fenomeno, quello delle  alternative  di consumo che il consumatore ha davanti, ha vissuto e vive una accelerazione continua   ,avendo come propellente il progresso tecnico scientifico: l’esempio più classico è rappresentato dalla rivoluzione informatica.

  Una tecnologia  ne rimpiazza continuamente un’altra dilatando il ventaglio delle scelte.

Quest’ ultimo fenomeno  configura un quadro per cui l’insieme degli atti quotidiani ,anche i più routinarii ,acquistano il connotato,  strategico,  di un “modello di consumo” (consumismo ,spreco  ,manipolazione , austerità ,non-consumo   ecc). Allo stesso tempo Individuale e collettivo.

Oggi Il tema del modello di consumo ,cosa e come si consuma per dirla con C.Napoleoni, ha conquistato  pari importanza ,nella dialettica culturale e politica  , del tema dello stesso modello produttivo.
 Tutto ciò rappresenta una novità storica, che va colta in tutte le sue implicazioni

Le conseguenze immediate -nel breve periodo- dei due fenomeni hanno teso  ad intrecciarsi,persino a sovrapporsi ,ma nel medio-lungo periodo sono destinate sempre più a differenziarsi e a produrre effetti che è sempre più necessario cogliere  nella loro specificità.

Mentre i processi di privatizzazione hanno prodotto e continuano a produrre ovviamente il contenzioso sulle disfunzioni del mercato(truffe, manipolazioni ,raggiri ecc) da cui difendersi e proteggersi,(Wolkswaghen ,Samsung  Banche ecc) proprio perché le aziende private non sono banalmente aziende pubbliche, lo sviluppo accelerato delle alternative di consumo, sviluppo  alimentato appunto dal combinato scienza-tecnologia, consegna nelle mani del consumatore, singolo o associato, un potere di scelta inedito ,che rimbalza e reagisce sulle stesse scelte produttive : tendenzialmente modello di consumo e modello produttivo tendono a condizionarsi sempre più , il rapporto tra produzione e  consumo diventa da gerarchico a circolare e  la dialettica che ne scaturisce chiama sempre più in causa la visione e la decisione politica.

 Tale processo rende obsoleta la vecchia distinzione consumi di lusso/consumi di sopravvivenza ,-basta guardare l’intreccio tra lusso e law cost-favorisce una visione più articolata della funzione del consumo  - la Distinzione di Bourdieu è una grande cartografia del classismo del consumo- ,rende possibile parlare a pieno titolo  di “modello di Consumo”. Anche come strumento interpretativo.

A ben vedere i processi di privatizzazione degli anni  novanta  ,con il seguito vorticoso del le disfunzioni del mercato prodotte, sono stati  la base materiale del la rapida espansione della rete della federconsumatori e del movimento consumerista come soggetto nazionale :hanno cioè alimentato, in maniera prevalente, la seconda fase dello sviluppo della federconsumatori

Oggi però si tratta di capire gli  effetti   ulteriori che   il processo di digitalizzazione- nuova tappa della rivoluzione informatica-  produce sulla trasformazione delle stesse imprese e quindi –di rimbalzo- sul movimento consumerista.

Le stesse organizzazioni consumeriste sono nate certamente dopo la affermazione della Rete, ma nella prima fase ,si sono organizzate ,almeno quelle di stampo latino, con modalità essenzialmente parasindacali. Emblematico ,in termini estremi, il caso di Roma.

La questione dirimente stà nel cosa cambia e quali sono le implicazioni da trarre dal pieno sviluppo della rivoluzione informatica : specificamente,per le associazioni dei consumatori in particolare il volume del contenzioso ,le  modalità nella gestione del contenzioso stesso ,l’estendersi   delle forme  di autotutela.

 In definitiva,il cuore della questione stà  nel  rapporto in divenire tra rivoluzione informatica e la cosidetta “funzione di intermediazione” in senso lato delle organizzazioni consumeriste.

 Come d’altra parte di qualsiasi altra forma di Organizzazione.

La nostra  tesi  di fondo  è che ,senza minimamente  abbandonare lo spazio conquistato nella seconda fase, la federconsumatori debba costruire rapidamente un nuovo centro di gravità della sua missione.

C)Una terza fase della vita della Federconsumatori ,e del consumerismo ,dovrà sempre più trovare il suo centro di gravità nelle complesse problematiche relative    al” Modello di Consumo”  .In tutta la loro dimensione e politicità.

Investire dunque nella Terza Fase ,per non lasciarsi rinchiudere nella seconda, cioe’  in un infinito -ma sempre più ridotto- lavoro di Sisifo sulle disfunzioni del mercato,diventa un imperativo categorico

La prospettiva va costruita fin da oggi: Progettare una terza fase per non rischiare persino di ricadere nella prima ,cioe’ in una azione consumerista concentrata sul semplice Contenzioso, che non può che portare sia ovviamente ad una regressione del Consumerismo per di più in uno spazio sempre più ridotto ,sia allo snaturamento della ragione di fondo del  principio ispiratore del modello latino.

 il tema del” modello di consumo”non ha solo un valore euristico ,ma,dobbiamo esserne consapevoli, implica un profondo e continuo rivoluzionamento della cultura e della forma della Organizzazione, del superamento in primo luogo di una concezione parasindacale.

 

La via più tradizionale-si potrebbe dire reazionaria- per affrontare-il tema del modello di consumo è quella proposta da Hal Varian.(Silicon Valley:i signori del silicio. E.Morozov)

Hal Varian,chief economist di Google, da cui la regola di Varian ,sostiene che per disegnare il futuro modello di consumo non dobbiamo fare altro che guardare a ciò che i ricchi hanno già e tradurre verso le classi medie  le stesse cose nei prossimi cinque anni  e verso le classi popolari nei prossimi dieci.

Il modello di consumo delle classi signorili diventa  la meta da raggiungere delle classi subalterne

tale  concezione -più diffusa di quanto non si creda- è figlia della idea che l’atto del consumo sia un atto neutro, e che il consumatore sia una monade astratta- l’homo oeconomicus - come viene descritto dalla teoria  marginalista.

Consumare invece significa attribuire un significato agli oggetti ,atto che si configura, weberianamente, come un agire sociale dotato di senso :in definitiva ,consumare non è altro che il modo attraverso cui gli esseri umani costruiscono se stessi,la loro identità  e le loro relazioni sociali.

L’antropologa M.Douglas sostiene che il consumo può definirsi come una pratica sociale al tempo stesso espressiva e costitutiva della identità, come una scelta che rimanda al tipo di società in cui vivere, come il luogo della produzione di valori, delle differenze, del senso( M.Douglas-questioni di gusto)

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                          

 

 

 Karl Marx  ci dice,con una intuizione  da genio assoluto, nei suoi” Lineamenti fondamentali per una critica dell’economia politica” che “lo sfruttamento del lavoro vivo diverrà ben misera base per lo sviluppo generale della ricchezza”. In futuro ,  non sarà il lavoro, ma il consumo e il general intellect a generare ricchezza. Quel futuro è il nostro presente.

 

In questo presente dunque non può essere più il solo modello sociale del secolo del lavoro ad organizzare la presenza sociale e il conflitto economico. A partire   dalle relazioni dirette con i nostri interlocutori, ossia, dalle relazioni con la nostra base sociale e con i nostri antagonisti.

 Manuel Castells uno dei più acuti pensatori di oggi sostiene che “ ciò che è cambiato non è+ il tipo di attività che impegna l’umanità ma la sua abilità tecnologica nell’impiegare come forza produttiva diretta ciò che contraddistingue la nostra specie come eccezione biologica: la sua superiore capacità di elaborare simboli”.

E’ la potenza comunicativa, nell’interscambio sociale, prima in fabbrica, con l’automatizzazione produttiva, ora nella società con la digitalizzazione di tutte, diciamo tutte, le nostre relazioni e attività, a cominciare dallo scambio commerciale, che segna ormai  il nostro tempo.

Stiamo parlando di quel processo che vede ogni nostra attività mediata, configurata e impaginata da un sistema digitale, composto da un hardware e un software. In cui, come ci avvertiva già Italo Calvino , nelle sue lezioni Americane, il secondo prevale sul primo.

Allora , per calare tale dicorso tenacemente nella concretezza della nostra realtà,oggi ci troviamo in un territorio, a dover interpretare il ruolo dei difensori  dei consumatori in una fase in cui:

1)      Il consumo è diventato una fase centrale della produzione

2)      Il consumo è parte della suggestione e dell’attrazione del prodotto o servizio

3)      Il consumo è presupposto e condizione per l’organizzazione degli apparati di produzione o di servizio

4)      Il consumo si esprime mediante un continuo interscambio  di dati con le controparti

5)      Il consumo si realizza in velocità mediante un’infinità di microazioni  quotidiane, molte delle quali involontarie o automatiche.

Un Caso Concreto:Roma,la più grande area urbana del Paese.

Estratto di uno studio elaborato per l’osservatorio del consumo della Camera di commercio di Roma

 

Per quanto riguarda l’e commerce, secondo un nuovo studio Agipronews, la Capitale è avanti al capoluogo lombardo in relazione a numero di acquisti online e volume di fatturato.

 

Partendo dai dati della Linear, il 57% dei  romani compra regolarmente su internet e il 37% si fida ciecamente del proprio intuito nell’evitare fregature, anche se il 40% compra solo su siti di provata affidabilità. Ad utilizzare la carta prepagata è l’8% dei clienti capitolini, mentre il 6% s’affida a PayPal.

Rimane alta la percentuale di valutazione e giudizio del servizio o prodotto acquistato. In media il 41 % dei consumatori digitali ritorna sul sito o la piattaforma dove ha realizzato la transazione per lasciare una propria valutazione o indicazione.

Se Roma appare ancora  come un territorio digitalmente  acerbo, una concezione parasindacale delle associazioni dei consumatori già oggi appare assolutamente obsoleta .

 Dove convivono predisposizione ai nuovi linguaggi ma rigidità nell’offerta e soprattutto scarso indice di cosidetta  Connessività, un termine che indica la correlazione fra domanda ed offerta soprattutto in termini di consapevolezza e di coerenza di linguaggi. In sostanza a Roma i consumatori sembrano più avanti degli operatori dell’offerta. Non a caso rimane bassa l’attività digitale in settori più strutturalmente orientati alle relazioni dirette e interattat5tive, come le intermediazioni professionali o i segmenti di prodotti di alta gamma.

Milano sembra l’inverso.

Meno coinvolti i milanesi negli acquisti online (45%), ma c’è maggior fiducia (41%), anche se il 37% compra solo su siti conosciuti. Il 7% utilizza le prepagate, mentre si scende al 4% per il circuito PayPal.

 

Indicativi i dati delle quantità e delle tipologie delle transazioni on line:A Roma si preferisce fare compere sul web per quanto riguarda l’intimo, ombrelli e stivali da pioggia, mentre a Milano si preferiscono i beni di lusso, alta moda e accessori.

 

Una delle spie più utili per decifrare i comportamenti di figure nodali del nuovo universo economico digitale è il cosidetto gaming, le forme di gioco d’azzardo in rete.

Nell’universo del gaming online, dai dati di 888.it, emerge che a Roma si gioca di più, con 107 milioni di euro spesi nel 2013, contro gli 81 milioni di euro di Milano. Il romano ama la roulette (cresce del 35% il volume di gioco dei Casinò online), mentre il giocatore milanese pende decisamente verso la sfida riflessiva del BlackJack.""" A Milano è più mobile a Roma più computer e hot spot.

fonte https://www.key4biz.it/Players-Vincitori-2014-02-eCommerce-Roma-Milano-Gaming-Scommesse-Giochi-Azzardo-Mercato/12981/

 

Il Mobile

 

L’insieme del nostro ragionamento , che ci ha mostrato le forme e le dinamiche delle interferenze digitali nella configurazione del nostro tessuto economico, si deve scontrare con un ulteriore variante destinata a mutare la metodologia della ricerca e le categorie di giudizio: la transizione al mobile.

Ci troviamo infatti nel pieno di un tornante che ci sta conducendo ad un’ennesima trasformazione dei linguaggi e dei comportamenti della comunità in rete: dal computer allo smartphone. Un Passaggio che uno dei più acuti filosofi, Michel Serres, ha definito come una svolta antropologicva simbo9leggiata dalla sostituzione dell’interattività dell’indice, tipica del computer, con quella del pollice, tipica del telefonino: due mondi, due alfabeti e due relazioni diverse e divergenti ( Michel Serres, a cura di Gaspare Polizzi e Mario Porro, edizioni MarcosY Marcos)

I dati anche in questo caso vanno mediati e temprati alla luce delle tendenze nazionali di cui riportiamo alcuni passaggi ripresi dall’osservatorio del mobile del Politecnico di Milano, rapporto 2015 e dalla Comunity www.pollicinademy.com  .

In Italia 46 milioni di terminali mobili, di questi almeno 22 milioni di titolari di smartphone sono mobile surfer, ossia naviganti in mobilità,di questi i ¾ prendono direttamente da dati e informazioni ricevuti su telefonino le proprie decisioni di acquisto .Il 50%  dei consumatori mobili ha più di 55 anni,il 21% dell’intero fatturato pubblicitario è dedicato al mercato mobile, e l’80% di questo fatturato è intercettato dagli OTT.

 

Siamo in presenza di una realtà formidabile e disorientante, che azzera quanto faticosamente avevamo appreso dal mondo del computer e ci impone di decifrare i segnali di un nuovo mondo attiguo ma non coincidente con il computer tradizionale. In questo mondo le tendenze sono comunque già chiare: il cellulare è una bussola e non un orologio, ossia guida e non alimenta i processi formativi, in questo mondo l’emotività e la tempestività sono le carte vincenti, raggiungere un consumatore alla vigilia di una decisione d’acquisto è estremamente più rilevante che informarlo o suggestionarlo il giorno prima .infine i linguaggi e le relazioni: al mobile tutto è più diretto e istantaneo .La velocità è un contenuto, e la relazione, soprattutto geo referenziata, radicata su un territorio è un valore. Riconvertire imprese e culture al digitale mobile è oggi la mission di un’istituzione che vuole rappresentare e pilotare lo sviluppo.

 

I marziani sono fra noi?

In realtà siamo noi i marziani, perché in quelle cifre è ampiamente riassunta la nostra vita e quella dei nostri assistiti. Basta chiederci quando siamo entrati l’ultima volta in un’agenzia di viaggi per organizzare le vacanze o quando abbiamo acquistato ad una biglietteria un biglietto per treno o aereo.

 

Il tema è dunque come si parla con questo mondo nuovo? Cosa gli si può offrire? A quali condizioni e con quali modelli organizzativi?

Se Roma appare ancora un territorio digitalmente acerbo ,una concezione parasindacale delle associazioni dei consumatori è già sicuramente obsoleta.

Nella rete con le regole della rete

 

Se, come abbiamo visto , ci troviamo di fronte ad una tendenza che vederà nei prossimi 3/5 anni una trasformazione radicale delle modalità di comportamento dei consumatori, allora dovremo capire come predisporci per intercettare questo cambiamento, modificando non solo il contenuto della nostra azione ma anche la forma.

In sostanza dovremo, questo è il nodo vero della discussione, passare da un modello mutuato dalla tradizione del movimento operaio organizzato, di militanza diretta e contatto fisico con gli interlocutori, ad un modello di consulenza automatica e impersonale.

Questo salto è il buco nero che sta complicando la vita di molte realtà sociali: il sistema dell’informazion e, il sistema dei servizi pubblici, il mondo dei consumi culturali.

 Dovremo elaborare un nostro modello per stare dentro a questo gorgo. Partendo da un punto: cosa vogliamo tutelare? Nel vecchio mondo  analogico, l’obbiettivo era di riequilibrare il sistema , difendendo i più deboli, e costringendo i più forti a cedere spazio e ruolo alle controparti . Nel campo dei consumi, questo significava sostenere l’acquirente nell’esigere il prodotto e il servizio a cui aveva diritto.

Quest’attività di base che rimane come mission deve essere integrata con un’azione  che sostenga il consumatore nel suo gestire e incrementare il suo ruolo sociale di partner e  in molti casi di socio dell’attività commerciale o di servizio. In sostanza non è solo una denuncia che dobbiamo fare ma una rinegoziazione permanente delle ragioni di scambio delle funzioni dell’utente e dell’acquirente rispetto alle nuove modalità di consumo.

Accanto alla ramificazione territoriale di cui disponiamo  dobbiamo sforzarci di pensare a forme più adeguate alle reali e concrete modalità dei nuovi consumi.

Dagli sportelli reali dobbiamo passare agli sportelli virtuali, spazi web dove il consumatore può , automaticamente segnalare il proprio caso e ricevere, automaticamente, il percorso per arrivare alla scrivania delegata a risolvere il caso.

Contemporaneamente dobbiamo  offrire ai consumatori romani alcune soluzioni tecnologiche coerenti con le modalità del consumo. Una di queste è un’app che permetta , automaticamente, di verificare la congruità di una bolletta o di una transazione, e in caso contrario, inoltrare automaticamente il ricorso sul percorso che abbiamo precedentemente contrattato con le singole amministrazioni.

Concretamente: caso Enel o Acea, ogni bolletta per ogni utente, può essere fotografata e confrontata con il modello corretto e se emergono incongruità, segnalarla al sito della Federconsumatori che la inoltra al tavolo del contenzioso delegato che abbiamo precedentemente contrattato con le stesse amministrazioni. Ognuna di queste operazioni deve costare, poco ma costare, per dare responsabilità e impegno sia a chi la usa che a noi che la proponiamo. Ogni click deve costare un prezzo attorno ai 50 centesimi che paga i costi di allestimento, e gestione dei circuiti digitali.

 

Il marketing strategico

 

Questa strategia deve essere elaborata, tema per tema, consumo per consumo, sulla base di una concretissima selezione degli interlocutori e delle figure che vogliamo tutelare.Si tratta di scegliere , nell’ambito dei servizi pubblici( commodities, assistenza, formazione, mobilità) o del mercato privato ( sistema delle comunicazioni, microcontrattazioni automatiche, servizi turistici, e commerce,consulenze, forniture  dirette di prodotti freschi).

In questi contesti, municipalità per municipalità a Roma, e comune per comune, potremmo segmentare la nostra offerta di servizi, con modelli economici specifici a secondo delle diverse tipologie, facendo pagare i servizi più voluttuari, e rendendo accessibilissimi i servizi di base.

 

Saperi e competenze

 

Per fare questo bisogna disporre di un bagaglio di nuovi saperi e nuove competenze. Innanzitutto gli avvocati e gli esperti. Dobbiamo  selezionare professionisti in grado di affiancarci nelle nuove modalità di contenzioso digitale. Avvocati che  decidano di entrare o di affinare queste tipologie di contenziosi, esperti finanziari, economici e tecnologici, in gradi di supportarci nelle contese con i grandi marchi. Stiamo parlando di  un nuovo mercato delle competenze, in cui la Federconsumatori  può essere un traino e una vetrina che crea nuovi brand professionali .Cosi come  dobbiamo contare di un valido supporto tecnologico. Gli strumenti di cui abbiamo parlato( app o siti web) devono avere grande qualità e funzionalità Per questo ipotizziamo intese con dipartimenti universitari, il CNR, e strutture pubbliche come la stessa RAI o il comune e la regione , per allestire soluzioni  di pubblica utilità.

La stessa nostra politica dei progetti dovrebbe essere diretta a finanziare strutture tecnologiche di utilizzo sociale che potenzino la capacità di negoziazione con i grandi centri tecnologici.

 

 

Questo implica anche un ridisegno della nostra organizzazione che sempre più deve pensarsi come centro servizi  virtuali come un’agenzia della trasparenza delle forme di consumo, sempre meno come un para sindacato territoriale Questo significa rafforzare al centro una struttura in grado di monitorare e governare queste forme di relazioni automatiche, e  assicurare alla periferia un modello operativo molto elastico ma in gradi di personalizzare, territorio per territorio l’offerta di servizi tecnologici.

 

Con questa strategia ,pensiamo, che potremmo ridurre le spese di gestione materiale e di apparato, concentrare le risorse sui nuovi centri di attività  funzionali, e incrementare le motivazioni per cui i nostri iscritti possano decidere di sostenerci con le spese di funzionamento.

Le app devono produrre reddito, i servizi di  supporto  automatici , devono produrre risorse e ridurre i costi, mentre la Federconsumatori deve aumentare l’impegno sulla capacità di analizzare e leggere i processi innovativi per precedere i cambiamenti. La partita si gioca infatti sulla capacità di sintonizzarsi e adeguarci , rapidamente, alle continue trasformazioni.

Mantenendo  come bussola il vecchio detto di G. Di Vittorio: sapere sempre una parola più del padrone. E anche un bit più della controparte.

 

Luigi Agostini Michele Mezza

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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