19-02-2019

ANZIANI E SOLITUDINE UN GRAVE PROBLEMA SOCIALE. GRAVISSIMO SE ASSOCIATO A POVERTA’ IL CUI DATO SI ATTESTA A OLTRE 500 MILA PERSONE

Politica e Società Scritto da  Giovedì, 03 Maggio 2018 09:47

 

Tante, per la verità troppe, sono le emergenze che il nostro Paese deve affrontare e cercare di risolvere, dal lavoro soprattutto per i giovani, alle diseguaglianze in essere, alla sanità ecc.

Tra queste emergenze spicca quella relativa ad una particolare categoria facente parte dei cittadini anziani,  cioè quelli che vivono in solitudine e per di più in stato di indigenza, sia in povertà assoluta che relativa.

Da una elaborazione effettuata dall’ Istituto Studi Sul Consumo su dati Istat risulta nei suoi dati quantitativi  che le persone anziane nell’intero paese che abbiano  oltre i 65 anni si attestino a 13.5 mln pari al 22 % dell’intera popolazione.

Per calcolare e definire quantitativamente quanti in “ solitudine”   dai dati demografici si evince :

i  celibi  risultano essere 980 mila    i  vedovi  3.9 milioni      i  divorziati  330 mila

per un totale di 5.3 mln pari al 39 %  dell’intera popolazione anziana  e  che possiamo per approssimazione considerare che  vivano in solitudine.

Disaggregando i dati tra maschi e femmine risulta che sull’intera popolazione anziana la prevalenza piuttosto eclatante è ascrivibile al dato ”donne”  che si attesta a 7.7 mln per il  57 % del totale.

Possiamo realisticamente ipotizzare che identica percentuale possa valere per il calcolo disaggregato maschi-femmine in “solitudine” e quindi :

dei 5,3 mln di individui in solitudine 3.0 mln siano donne e 2.3 mln uomini

 

Anziani “soli”  e povertà:

 

dai dati sulla povertà   ISTAT si evince che per gli ultra 65enni :

il 4.2 % sia in povertà assoluta pari a 232 mila individui e

il 5.2 % sia in povertà  relativa pari  a  276 mila individui

il totale delle persone anziane sole e in povertà (assoluta e relativa)  è pari quindi a 508 mila  circa il  10 % del totale.

 

Una tale problematica -  dichiara Rosario Trefiletti Presidente dell’Istituto -   pone seri problemi economici, sociali ed anche etici poichè  ha pesanti ricadute sulle condizioni di vita  in tutte le sue implicazioni negli individui coinvolti:  dai consumi alimentari alle cure sanitarie ( sia attraverso una modifica profonda in quantità e qualità del carrello della spesa sia con una caduta molto forte per la cura della salute del 35% ) oltre sulla stessa condizioni psicologiche e comportamentali di questi soggetti che sono la parte più debole della società e che non dobbiamo mai dimenticare che sono stati l’architrave del paese oltre che i nostri padri e le nostre madri.  

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